Cosa ha fatto Alessandro Magno la notte prima di Cheronea?
E Winters prima del 6 giugno?
Cosa hanno fatto esattamente la notte prima? Sono andati a dormire per mettere insieme le forze per il grande giorno che li aspettava?
Come potevano pensare di uscirne vivi? Il trucco, potrebbero aver risposto, era non pensare a questo argomento.
Già. Non pensarci. Ma loro ci hanno sicuramente pensato, e alla fine si sono sicuramente convinti che non ne sarebbero usciti vivi. E come hanno fatto la mattina dopo?
Come ha fatto il macedone a salire in groppa a Bucefalo?
Come ha fatto l'americano a salire la scaletta dell'aviotrasporto?
Eppure lo hanno fatto.
Viene da pensare a Patton: "un uomo coraggioso non è poi così diverso da un uomo normale. E' solo più coraggioso per qualche minuto in più".
Ci riuscirò a essere più coraggioso? Attualmente è mia convinzione credere di sì. Soprattutto perchè un uomo normale non farebbe quello che sto per fare. No. Ma qui, la normalità fa paura.
Non perchè è scomoda. Solo perchè, in fondo, è noiosa. Eh, che brutta cosa che sarebbe imparare ad annoiarsi.
sabato 29 settembre 2007
sabato 8 settembre 2007
Un appuntamento importante
Si rese conto che non erano passate nemmeno 12 ore e già aveva cambiato radicalmente idea. Se prima stava crescendo l'odio più sincero e paralizzante, ora stava tranquillamente rendendosi conto che avrebbe davvero gradito tornare a trovarla.
Ma com'è possibile? Non si può essere così contradditori. Così dannatamente confusi e al contempo tranquilli per quanto riguarda ciò che si sta facendo. E' niente di più di una contraddizione e, quindi, qualcosa da evitare. Fanno male le contraddizioni. Puzzano di menzogna, d'inganno, d'insulto.
Oppure no? Sono le persone che hanno infangato il nome della Contraddizione, quella vera, quella che alcuni chiamano anche con un altro nome molto più breve: Vita.
E' come chiedersi se il responsabile dell'invecchiamento sia il tempo. E' stupido. E' la nostra concezione di tempo che tenderebbe a vivere all'infinito, ma non perchè è più bello così, solo perchè non abbiamo abbastanza coraggio.
Il vero tempo della vita non è il ghiaccio. E' l'acqua. Perennemente in cambiamento, impossibile da prendere, che accetta una forma solo quando vi è costretta e trattenuta in un contenitore. La vera vita non si lascia prendere da colui che vuole catturarla. Si lascia prendere solo da colui che vuole viverla, e per farlo è disposto ad accettare le sue regole.
Chi diventa acqua non è più riconoscibile dai suoi compagni o dai suoi simili. Troppo lontano da loro, è osservato mentre si dissolve davanti ai loro occhi invidiosi e al contempo stupiti, talvolta addirittura terrorizzati.
Perchè all'appuntamento con la Morte, ci si deve arrivare vivi.
Ma com'è possibile? Non si può essere così contradditori. Così dannatamente confusi e al contempo tranquilli per quanto riguarda ciò che si sta facendo. E' niente di più di una contraddizione e, quindi, qualcosa da evitare. Fanno male le contraddizioni. Puzzano di menzogna, d'inganno, d'insulto.
Oppure no? Sono le persone che hanno infangato il nome della Contraddizione, quella vera, quella che alcuni chiamano anche con un altro nome molto più breve: Vita.
E' come chiedersi se il responsabile dell'invecchiamento sia il tempo. E' stupido. E' la nostra concezione di tempo che tenderebbe a vivere all'infinito, ma non perchè è più bello così, solo perchè non abbiamo abbastanza coraggio.
Il vero tempo della vita non è il ghiaccio. E' l'acqua. Perennemente in cambiamento, impossibile da prendere, che accetta una forma solo quando vi è costretta e trattenuta in un contenitore. La vera vita non si lascia prendere da colui che vuole catturarla. Si lascia prendere solo da colui che vuole viverla, e per farlo è disposto ad accettare le sue regole.
Chi diventa acqua non è più riconoscibile dai suoi compagni o dai suoi simili. Troppo lontano da loro, è osservato mentre si dissolve davanti ai loro occhi invidiosi e al contempo stupiti, talvolta addirittura terrorizzati.
Perchè all'appuntamento con la Morte, ci si deve arrivare vivi.
lunedì 3 settembre 2007
Il giorno prima dell'estate
Già, come al solito non si riesce a trovare nulla di ordinario su questo blog. Infatti, giusto per non essere conformi, all'arrivo delle fredde correnti di venti di settembre, per me l'estate comincia domani, dopo aver affrontato il più grande tra i draghi, il più grande dei mostri, più terrificante del Leviatano di hobbsiana memoria.
E sebbene nemmeno i sentimenti abbiano più il coraggio di sbilanciarsi, ci si proverà. Si andrà sotto quella tettoia con il cuore pieno di paura, ma non colpevole nei confronti della preparazione. Se la colpa sarà da assegnare a qualcuno, tra i colpevoli ci sarà anche il fato, o come io preferisco chiamarlo, il Caso.
E con questa piccola "contraddizione" (che forse non lo è nemmeno così tanto), vi saluto.
E come dissi ad una ragazza conosciuta al corso, "ci si vede dall'altra parte", altrimenti, non ci si rivedrà e basta. Ma questa seconda parte ebbi la decenza di non dirla ad alta voce, ma solo sussurrarla nelle mia testa.
E sebbene nemmeno i sentimenti abbiano più il coraggio di sbilanciarsi, ci si proverà. Si andrà sotto quella tettoia con il cuore pieno di paura, ma non colpevole nei confronti della preparazione. Se la colpa sarà da assegnare a qualcuno, tra i colpevoli ci sarà anche il fato, o come io preferisco chiamarlo, il Caso.
E con questa piccola "contraddizione" (che forse non lo è nemmeno così tanto), vi saluto.
E come dissi ad una ragazza conosciuta al corso, "ci si vede dall'altra parte", altrimenti, non ci si rivedrà e basta. Ma questa seconda parte ebbi la decenza di non dirla ad alta voce, ma solo sussurrarla nelle mia testa.
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