Nessuna vittoria ha mai contribuito alla crescita

"Il calabrone, secondo tutti i più importanti testi sul volo, ha un'apertura alare troppo piccola per permettergli di volare. Ma lui non lo sa, e continua a volare"
Sikorsky
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giovedì 16 agosto 2007

Ritorno alla grafica

Finalmente si torna a fare un po' di quelle cose tanto belle quanto inutili. Già, perchè se ci si pensa è proprio questa la definizione delle cose davvero belle: assolutamente inutili (ma forse è proprio per questo che ci appaiono così belle, proprio perchè hanno come unico fine sè stesse e il farsi ammirare). Ma a parte queste divagazioni, ecco a voi il mio ultimo lavoro:


lezione sulle caustiche in Mental Ray di Maya 8.5. Spero vi piaccia, perchè per me ha davvero un grande significato. Finalmente, un'altra di quelle parti di Maya che sembrava così grande da essere inaccessibile, si è rimpicciolita un po', lasciandosi assaggiare.
Per quanto riguarda voi, per favore, lasciate commenti su come vi sembra possibile migliorare il tutto.

giovedì 31 maggio 2007

Due immagini

Aggiungo solo per voi due nuove (più o meno) creazioni.
Vale sempre la solita filosofia.

Simply a shadow? ...
questa mi piace particolarmente, e pensare che è bastato giocare con il canale alpha. Considerando che è nata praticamente per caso...

E una seconda

Nature rules, again ...
Questa invece già mi piace un po' di meno, ma è comunque uno dei miei primi esperimenti di matte painting, quindi... abbiate pazienza

Sfogo sulla Qualità e note per un futuro artista

La discussione non verterà propriamente sulla Qualità fine a sè stessa, ma più precisamente sul livello raggiungibile. Una piccola definizione è comunque necessaria.
La Qualità è quell'elemento caratterizzante un prodotto o creazione che lo contraddistingue. Il suo contrario è la quantità e maggiore è la qualità, più difficilmente riproducibile e preziosa è la creazione, anche in relazione all'impegno che si è reso necessario a tale scopo.
Ma, come detto, la discussione è più sulla qualità come elemento raggiungibile.
Scopriamo le carte, è inutile continuare a nascondersi. Questo post ha un chiaro intento di accusa, quindi evitiamo di continuare con la trattazione filosofica e falsamente obiettiva.
L'intenzione è di accusare tutte quelle persone che vogliono mostrarsi come professionisti per il semplice motivo che hanno imparato ad usare un programma un pelo sopra le capacità medie delle persone.
Non prendetemi in giro. Solo perchè siete in grado di correggere gli occhi rossi con Picasa non significa che siate grandi fotografi. Questi individui sanno evitare gli occhi rossi nelle foto, senza dover andare a toglierli in post-produzione (sempre che sappiate che significa).
Non provate a fare i pro quando non avete nemmeno mai preso in considerazione l'idea di spendere più di una sera a studiare un manuale su di un programma davvero difficile da imparare.
Non cercate di mascherare le vostre carenze nascondendovi dietro una barca di termini inglesi con i quali state chiaramente dicendo "Io sono il grande Dio e tu non capisci niente": la verità è che avete una conoscenza assolutamente superficiale di tante cose, ma appena si tratta di fare qualcosa davvero per bene cadete come merde per lo scarico.
Non fingete di saper maneggiare attrezzature che a malapena sapete come accendere.

La cruda realtà del mondo della grafica è questa: richiede due cose estremamente preziose, ovvero tempo e soldi.
Non ci potete scappare e se non vi rendete conto che dovete sacrificare le vostre serate passate ad ubriacarvi, non riuscirete mai ad andare oltre alla semplice fotina ridicola, davanti alla quale forse i vostri amici canteranno le vostre lodi, ma un professionista si metterebbe a ridere.

Prendete nota infine di questo.
Dal momento in cui arriverete ad appassionarvi davvero al mondo della grafica e dintorni, dovrete affrontare la seconda difficoltà: le persone.
Apparirete strano, diverso e finirete con il non poter condividere la vostra passione se non con pochissimi eletti.
L'unica soddisfazione verrà dal poter vedere nascere il sorriso sul volto dei vostri più cari amici, quando regalerete loro qualcuno dei vostri lavori.

Beh, se continuo a studiare in questo campo, è solo per quei sorrisi.

La nuova poetica

Istruttore: "Signor X, secondo lei, con questa metafora, il poeta che cosa voleva comunicare?"
Istruito: "Secondo me il poeta volevo comunicare la propria gioia di vivere, come possiamo notare dal riferimento alle rondini, al sole e ai fiori"
Istruttore: "E invece si sbaglia, signor X, in quanto, come anche lei può notare, il poeta fa riferimento alle nuvole, concentrando su queste la sua attenzione per sottolineare il suo odio per l'esistenza"
Istruito: "E' vero, ma le nuvole sono menzionate in relazione al fatto che se ne stanno andando, lasciando che la luce raggiunga i fiori e gli altri elementi prima elencati"
Istruttore: "Ma signor X, vede per caso scritto da qualche parte questo? Vorrei proprio capire cosa le fa pensare tutto questo. Inoltre, se lei fosse uno studente impegnato, avrebbe letto le note e il commento, e avrebbe anche capito come questa poesia va letta".

Sembra una normale interrogazione, condotta tra un professore e uno studente. Tutti hanno vissuto l'esperienza di un "no" pronunciato da un professore, nel momento in cui si viene interrogati su di un quesito che ci costringe a proporre la propria opinione (anche come salvezza, in quanto non si sa la "Risposta").
Eppure, nel momento in cui si propone un'interpretazione, si viene bruscamente "bloccati" con un osservazione del tipo: NO, NON E' COSI'! Il poeta non voleva dire questo.
Ma scusatemi l'osservazione: se il poeta è morto o comunque non ha scritto niente per dire cosa volevo che la poesia fosse, chi è che è riuscito a comprendere così alla perfezione il suo pensiero?
Nessuno ha la capacità di comprendere appieno l'idea che lo stesso poeta aveva sviluppato al momento di realizzare il suo componimento, e non è un'opinione mia, ma una teoria (abbastanza valida, aggiungerei) che sostenevano personaggi come Kant, o, più recentemente, Bergson. Insomma, non erano certo gli ultimi arrivati.

Eppure la situazione è questa. Ci insegnano che la poesia non è descrizione, ma suggestione, e poi se ne saltano fuori con frasi come "No, non hai capito. Il poeta intendeva un'altra cosa".

Bene.
Propongo oggi una mia piccola rivoluzione, che forse assumerà più che non altro i tratti di una rivolta, che non vedrà mai un nuovo mondo, ma solo l'umido fondo del baratro dell'abbandono e della dimenticanza, ma fa lo stesso.
Propongo una serie di opere che verranno interpretate dal loro autore stesso con: SECONDO ME, che sonocolui che la creata, QUESTA IMMAGINE RAPPRESENTA QUESTO, MA, se secondo VOI, ha un significato diverso: VA BENE LO STESSO!!!


(Do not what watch, just feel it; ...) seguendo l'esempio di Debussy, che non scriveva i titoli delle sue opere all'inizio, ma alla fine, con accanto dei ... per indicare la possibilità di cambiarlo