Nessuna vittoria ha mai contribuito alla crescita

"Il calabrone, secondo tutti i più importanti testi sul volo, ha un'apertura alare troppo piccola per permettergli di volare. Ma lui non lo sa, e continua a volare"
Sikorsky

venerdì 24 agosto 2007

Traditore dilettante

Eh già, succede, ogni tanto. Un po' loro, un po' anche tu, un po' anche io.
Ma non l'ho fatto apposta, è questo che dico, con una rassegnata calma, alla giuria che mi ascolta, senza troppa attenzione.
Volevo evitarlo, ci avevo provato, ma alla fine sono rimasto sopraffatto e tutti si è rigirato contro di me. Ma la condanna non serve venga proclamata, no giudice, risparmi la sua voce per qualcuno che la supplica di non dire quelle parole. La mia condanna me lo sono data io.
Colpevole di cosa: di essere un dilettante. Colpevole di essere stupidamente orgoglioso.
Non si parla più alla giuria. Parlo ormai a me stesso, a quei tanti personaggi della mia personalità: cercate di convincervi. Non lo feci apposta. Probabilmente ho pensato male, probabilmente soffrivo per ciò che facevo e probabilmente un po' ne gioivo, ma questo è ciò che comporta l'orgoglio. Ma perchè non ci rinuncio.
Perchè senza di lui non sarei più io.
Ma perchè non lo rifiuti. Perchè senza, sarei perduto.

Sì, agli occhi del mondo ho tradito. Ai miei occhi ho cercato di evitare, ma ciò che mi fa male non è solo il fatto di aver fallito, ma il fatto di aver fatto soffrire colui che proprio non lo meritava.

giovedì 16 agosto 2007

Ritorno alla grafica

Finalmente si torna a fare un po' di quelle cose tanto belle quanto inutili. Già, perchè se ci si pensa è proprio questa la definizione delle cose davvero belle: assolutamente inutili (ma forse è proprio per questo che ci appaiono così belle, proprio perchè hanno come unico fine sè stesse e il farsi ammirare). Ma a parte queste divagazioni, ecco a voi il mio ultimo lavoro:


lezione sulle caustiche in Mental Ray di Maya 8.5. Spero vi piaccia, perchè per me ha davvero un grande significato. Finalmente, un'altra di quelle parti di Maya che sembrava così grande da essere inaccessibile, si è rimpicciolita un po', lasciandosi assaggiare.
Per quanto riguarda voi, per favore, lasciate commenti su come vi sembra possibile migliorare il tutto.

lunedì 6 agosto 2007

Esule

Esule. Io della mia stessa vita. Come già successe la prima volta, così in questa occasione non faccio altro che uccidermi piano piano. Mi nutro della delusione, mi disseto con speranze che so perfettamente essere vane. Ma non ha più alcuna importanza. L'unica che rimaneva era quella di riuscire ad accettare tutto questo, ed è stata tranquillamente raggiunta.
Io stesso sono arrivato a capire che tutto quanto, in questo momento e nel prossimo futuro, in realtà, l'ho scelto io. Se ci sto male, è solo per una mia scelta. Come potrei esserne disgustato, se per tutto questo tempo non ho fatto altro che continuare a dire che la libertà è una scelta, una responsabilità, spesso una sofferenza...

Eppure sto male, perchè in aggiunta a quanto necessariamente consegue dalle mie scelte, si aggiungono tanti altri piccoli fattori, che con il tempo diventano grandi, si sommano fino a sommergere. La cosa peggiore è il pensare che sono assolutamente gratuiti, potrebbero essere forse risparmiati, se non proprio evitati, eppure sopraggiungono. Curioso notare come le cose gratuite non necessariamente facciano solo piacere...

La direzione è la rassegnazione. Il sentiero intrapreso è buio e quelle poche scintille mi regalano sempre meno luce. Forse, questa volta, ha davvero vinto Lui.
Cosa ci sarà ad aspettarmi alla fine? Viste le passate esperienza, non sembrerebbe proprio nulla di buono. Con un po' di fortuna, qualcosa di tantomeno accettabile. Per ora, non si fa che abbassare la testa, ma continuare ad avanzare.

sabato 4 agosto 2007

In memoria della fata rossa

Momenti strani, quelli in cui ci si illude. Si comincia a far lavorare la mente, la quale comincia a creare con grande velocità immagini interessanti, talvolta nebulose, altre volte troppo ben definite. E' in questo momento che una semplice fantasia assume una sembianza tale da presentarsi come degna sostituta di quella che è la realtà.
E' in casi come questi che quella che sembrava una persona assolutamente normale entra in un piccolo limbo e, poco dopo, ne esce più bella, rivestita di una rossa magia, dotata di grande grazia nei movimenti, capace di regalare sorrisi e di creare intorno a sè grandi attese. Come se nella sua figura fosse possibile trovare la speranza di vedere qualcosa di nuovo, qualcosa che non sia una semplice fotocopia del mondo.

Ma le illusioni sono pericolose. Le illusioni sono come ali che portano la mente in alto, troppo in alto, così in alto da arrivare laddove di ossigeno non ce n'è più; e lì non c'è che da scegliere, se tornare a respirare, o rendersi conto che si sta meglio laddove di ossigeno non ce n'è più bisogno.
Ma le fate non stanno qui dove c'è l'ossigeno e così le illusioni continuano il loro viaggio, rinunciando al loro prezioso passegero: lo lasciano semplicemente cadere, ignorando il fatto che possa uccidersi nella caduta. Le illusioni non muoiono. Molto semplicemente, la mente capisce che non sono adeguate a comprendere la realtà, le ricorda in maniera più sbiadita e rinuncia ad utilizzarle.

E' così che si capisce come dietro una fata non ci fosse una persona, ma solo un'idea.
Più che un'idea, una speranza.

Sarebbe bello se non fosse così. Sarebbe bello se in un saluto, fatto di corsa, lontano dalla vista di tutti, la fata rossa lanciasse un bacio lasciando cadere della polvere di stelle del suo colore elementale, dimostrando che esiste ancora e non solo laddove vivono le sue simili.

(Ad una fata che forse non fu mai tale ma che potrebbe diventarlo, contro ogni logica, solo secondo una mera speranza).

venerdì 3 agosto 2007

Un impegno

Un piccolo post. Solo per dire una cosa semplice, anche se in realtà non lo è veramente.
Una piccola promessa, che in realtà è grande grande, difficile da mantenere e molto probabilmente troppo articolata e complessa perchè possa davvero vedere la luce.
Si ricomincia con Maya e la compagnia. Da un po' con il supporto di questa meraviglia di colore bianco.

Sarà un fiore. Sarà un'idea. Sarà di cristallo. Sarà per una persona a me molto cara, che non sa di esserlo e di cui nemmeno io riesco a comprenderne questa importanza.
Questa è la promessa.
E prima o poi, almeno la creazione sarà ultimata. Non so se tutta la promessa e ancor meno non so se la speranza che anima tutto ciò conoscerà la gioia.