Nessuna vittoria ha mai contribuito alla crescita

"Il calabrone, secondo tutti i più importanti testi sul volo, ha un'apertura alare troppo piccola per permettergli di volare. Ma lui non lo sa, e continua a volare"
Sikorsky

domenica 28 ottobre 2007

Spiderman 3 (solo per chi ha già visto il film)

Eccoci alla nuova serie di post, riguardanti le recensioni di film che vengono visionati, con lieve ritardo, dopo un costosissimo affitto a Blockbuster.
Oggi si parli di Spiderman 3: sembrava essere un film eccezzionale, qualcosa di assolutamente imperdibile, a sentire dai convinti commenti di tanti amici.
Posso permettermi? Una gran boiata. Ecco come commenterei. Se qualcosa è stato realizzato veramente è l'obiettivo di realizzare una vera e propria americanata.
Parliamo un attimo delle questioni tecniche:
Computer Grafica
Ci sono tre scene che meritano attenzione.
La prima (nonchè veramente agghiacciante) è quella del primo scontro tra i due ex-amici Osborn Junior e Peter Parker, in mezzo a vicoli che farebbero accapponare la pelle ad un ispettore del catasto, visto lo spazio lasciato tra gli edifici. Giravolte, giri, esplosioni, cazzotti... tutto estremamente entusiasmante, addirittura avvincente, eppure qualcosa non torna... cosa? Il fatto che se si ha l'occhio ci si rende conto che i realizzatori hanno usato una buona serie di vecchi trucchi risparmia-fatica.
Le "telecamere" (se possiamo chiamare così anche quelle animate all'interno di chissà quale motore di rendering) continuano a muoversi e sembra che non ci sia mai un taglio in fase di montaggio, eppure non è esatto pensare che la sequenza sia veramente un unico continuo, in quanto i personaggi continuano ad entrare ed uscire di scena, o meglio, di campo. Ciò, in fase di compositing (quando si associano scene riprese dal vivo con sequenze digitali) corrisponde ad un taglio. Di conseguenza l'intera sequenza sembra arrangiata un po' così, come se a realizzarla fossero stati i pivelli di turno.

La seconda scena che veramente merita uno sputo è la sequenza nella quale spiderman imprigiona il parassita-simbionte in mezzo ad una gabbia sonora. Non si farà più che accennare al fatto che è impossibile, anche per un supereroe, piantare una sequenza di quasi 8 pali uno di seguito all'altro con una velocità di circa 3 pali al secondo (anche perchè nelle mani ce ne stanno uno alla volta).

L'unica scena di computer grafica che veramente merita è la nascita dell'uomo di sabbia (non la trasformazione nel silo, bensì la sua effettivamente ricomposizione su terra in seguita alla metamorfosi).
Inizio complimentandomi con lo studio realizzatore per l'uso, assolutamente invidiabile, che hanno fatto di Real Flow (molto probabilmente). Non la definirei che commovente. Toccante come il delinquente cerchi, con numerosi tentativi, a ripristinare quella che era la sua forma originaria, fallendo ripetutamente. Senza arrendersi, trova ciò che ancora lo tiene legato alla vita nel ciondolo regalatogli dalla figlia, che con un enorme sforzo riesce ad afferrare.

Temi trattati
Assolutamente inadeguato il modo in cui i vari temi che la trama poteva suggerire sono stati affrontati.
La storia di Venom (il simbiote) andava affrontata con la massima attenzione, in quanto tale personaggio rappresentava il Nemico numero uno di Spiderman. Mi spiego:
se tutti i personaggi sono finiti con l'odiare Spiderman poichè si intrometteva nei loro piani, Venom fu il primo ad avere come obiettivo la morte del supereroe non per poter portare a termine i propri piani; la morte di Peter Parker rappresentava il suo unico fine vitale.
La storia procede in maniera canonica (a canone): Peter Parker ed Eddy Broke conoscono le medesime fasi, il secondo in ritardo rispetto il primo. Tali fasi sono il successo, l'umiliazione, il potere, la vendetta/perdono.
Venom rappresentava per Parker un nemico pericolossimo, in quanto era la sua stessa cattiveria ad affrontarlo, con poteri del tutto simili ai suoi e nettamente superiori.
Il fatto che sia stato liquidato con un totale di 3 sequenze dove viene indossato il Black Suite e nemmeno 20 minuti di Venom (troppo piccolo, magro, debole, troppo poco sadico e con una voce assolutamente inadeguata) è semplicemente sprecare quella che poteva essere la più bella puntata di tutta la serie.

1 commento:

Anonimo ha detto...

A questo punto però ti ricordo che stiamo parlando di:

- cinema americano;
- un fumetto (con tutto il rispetto per questo mito);

inutile cercare significati che non ci sono. Inutile la critica distruttiva. Inutile la retorica inutile.
Inutile.