Nessuna vittoria ha mai contribuito alla crescita

"Il calabrone, secondo tutti i più importanti testi sul volo, ha un'apertura alare troppo piccola per permettergli di volare. Ma lui non lo sa, e continua a volare"
Sikorsky

giovedì 31 maggio 2007

La nuova poetica

Istruttore: "Signor X, secondo lei, con questa metafora, il poeta che cosa voleva comunicare?"
Istruito: "Secondo me il poeta volevo comunicare la propria gioia di vivere, come possiamo notare dal riferimento alle rondini, al sole e ai fiori"
Istruttore: "E invece si sbaglia, signor X, in quanto, come anche lei può notare, il poeta fa riferimento alle nuvole, concentrando su queste la sua attenzione per sottolineare il suo odio per l'esistenza"
Istruito: "E' vero, ma le nuvole sono menzionate in relazione al fatto che se ne stanno andando, lasciando che la luce raggiunga i fiori e gli altri elementi prima elencati"
Istruttore: "Ma signor X, vede per caso scritto da qualche parte questo? Vorrei proprio capire cosa le fa pensare tutto questo. Inoltre, se lei fosse uno studente impegnato, avrebbe letto le note e il commento, e avrebbe anche capito come questa poesia va letta".

Sembra una normale interrogazione, condotta tra un professore e uno studente. Tutti hanno vissuto l'esperienza di un "no" pronunciato da un professore, nel momento in cui si viene interrogati su di un quesito che ci costringe a proporre la propria opinione (anche come salvezza, in quanto non si sa la "Risposta").
Eppure, nel momento in cui si propone un'interpretazione, si viene bruscamente "bloccati" con un osservazione del tipo: NO, NON E' COSI'! Il poeta non voleva dire questo.
Ma scusatemi l'osservazione: se il poeta è morto o comunque non ha scritto niente per dire cosa volevo che la poesia fosse, chi è che è riuscito a comprendere così alla perfezione il suo pensiero?
Nessuno ha la capacità di comprendere appieno l'idea che lo stesso poeta aveva sviluppato al momento di realizzare il suo componimento, e non è un'opinione mia, ma una teoria (abbastanza valida, aggiungerei) che sostenevano personaggi come Kant, o, più recentemente, Bergson. Insomma, non erano certo gli ultimi arrivati.

Eppure la situazione è questa. Ci insegnano che la poesia non è descrizione, ma suggestione, e poi se ne saltano fuori con frasi come "No, non hai capito. Il poeta intendeva un'altra cosa".

Bene.
Propongo oggi una mia piccola rivoluzione, che forse assumerà più che non altro i tratti di una rivolta, che non vedrà mai un nuovo mondo, ma solo l'umido fondo del baratro dell'abbandono e della dimenticanza, ma fa lo stesso.
Propongo una serie di opere che verranno interpretate dal loro autore stesso con: SECONDO ME, che sonocolui che la creata, QUESTA IMMAGINE RAPPRESENTA QUESTO, MA, se secondo VOI, ha un significato diverso: VA BENE LO STESSO!!!


(Do not what watch, just feel it; ...) seguendo l'esempio di Debussy, che non scriveva i titoli delle sue opere all'inizio, ma alla fine, con accanto dei ... per indicare la possibilità di cambiarlo

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