Nessuna vittoria ha mai contribuito alla crescita

"Il calabrone, secondo tutti i più importanti testi sul volo, ha un'apertura alare troppo piccola per permettergli di volare. Ma lui non lo sa, e continua a volare"
Sikorsky

martedì 3 luglio 2007

The butterfly effect e la farfalla

2 luglio 2007. Ore 11:10. "Prego, si accomodi pure". Una voce alle mie spalle mi chiama per farmi entrare. Il mio esame orale di maturità sta per avere inizio. Discreto livello di nervosismo, come di agitazione. Livelli di adrenalina molto alti, ma in fondo tranquillo, quasi curioso di poter ingaggiare il mio ultimo scontro con i miei professori e pronto a sfidare i nuovi. Con ben chiara in mente la frase di Rea di due pomeriggi prima: "Verrò a sentirti fare la tua lezione, professore" (o qualcosa di molto simile a questo), mi porto alla lavagna multimediale, preparo il file illustrando come veramente funziona quella lavagna e comincio a esporre. Che cos'è l'effetto farfalla, bla bla... poi, improvvisamente...
"... ehm, mi sono appena accorto di avere una farfalla davanti ai piedi!".
Già, uno illustra l'effetto farfalla in fisica cercando un collegamento alla filosofia e magicamente si ritrova una farfalla davanti. In quel momento, così banale e probabilmente secondo qualcuno addirittura fastidioso, il cuore ha fatto un piccolo balzo e una piccola scintilla mi ha illuminato il sorriso.
"Un segno del destino" hanno detto alcuni e devo confessare che anche io per un attimo sono rimasto fortemente incuriosito da quell'evento che, nella sua banalità e al contempo nella sua puntualità mi ha stupito. E non solo in questi due elementi. E' molto curioso che ad una persona che espone una tesina sulla libertà si parli di destino. In effetti i due, come elementi, fanno particolarmente a pugni.
E in quell'unico, brevissimo istante che mi ero rubato per osservare l'insetto, è scattata una brevissima riflessione.
Ma la libertà della quale hai così tanto parlato e della quale stai cercando di giustificare l'esistenza, esiste?
La risposta non è giunta subito, ma più tardi, quando il cervello ha avuto modo di concentrarsi su altre cose che non fossero il Caos, Zola o Hegel.

La risposta è arrivata dopo, osservando l'abbondante pioggia che è caduta il pomeriggio.
Finalmente, dopo essermi costretto allo studio contro qualunque briciola di voglia, avevo il tempo di osservare la pioggia cadere. E' uno spettacolo molto interessante. Per quanto monotono possa apparire, in realtà nessuna di quelle gocce cade mai nello stesso identico posto dove è caduta una precedentemente.
La libertà che tanti chiedono o vantano, in realtà viene da una scelta.
Quella scelta è in realtà il nostro unico atto libero. Poichè da quella il resto è una conseguenza. Una persona può scegliere se consegnarsi ad un sistema di cause ed effetti conseguenti o se provare a controllare essa stessa i propri eventi e diventare la causa dei propri effetti.

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