Nessuna vittoria ha mai contribuito alla crescita

"Il calabrone, secondo tutti i più importanti testi sul volo, ha un'apertura alare troppo piccola per permettergli di volare. Ma lui non lo sa, e continua a volare"
Sikorsky

sabato 4 agosto 2007

In memoria della fata rossa

Momenti strani, quelli in cui ci si illude. Si comincia a far lavorare la mente, la quale comincia a creare con grande velocità immagini interessanti, talvolta nebulose, altre volte troppo ben definite. E' in questo momento che una semplice fantasia assume una sembianza tale da presentarsi come degna sostituta di quella che è la realtà.
E' in casi come questi che quella che sembrava una persona assolutamente normale entra in un piccolo limbo e, poco dopo, ne esce più bella, rivestita di una rossa magia, dotata di grande grazia nei movimenti, capace di regalare sorrisi e di creare intorno a sè grandi attese. Come se nella sua figura fosse possibile trovare la speranza di vedere qualcosa di nuovo, qualcosa che non sia una semplice fotocopia del mondo.

Ma le illusioni sono pericolose. Le illusioni sono come ali che portano la mente in alto, troppo in alto, così in alto da arrivare laddove di ossigeno non ce n'è più; e lì non c'è che da scegliere, se tornare a respirare, o rendersi conto che si sta meglio laddove di ossigeno non ce n'è più bisogno.
Ma le fate non stanno qui dove c'è l'ossigeno e così le illusioni continuano il loro viaggio, rinunciando al loro prezioso passegero: lo lasciano semplicemente cadere, ignorando il fatto che possa uccidersi nella caduta. Le illusioni non muoiono. Molto semplicemente, la mente capisce che non sono adeguate a comprendere la realtà, le ricorda in maniera più sbiadita e rinuncia ad utilizzarle.

E' così che si capisce come dietro una fata non ci fosse una persona, ma solo un'idea.
Più che un'idea, una speranza.

Sarebbe bello se non fosse così. Sarebbe bello se in un saluto, fatto di corsa, lontano dalla vista di tutti, la fata rossa lanciasse un bacio lasciando cadere della polvere di stelle del suo colore elementale, dimostrando che esiste ancora e non solo laddove vivono le sue simili.

(Ad una fata che forse non fu mai tale ma che potrebbe diventarlo, contro ogni logica, solo secondo una mera speranza).

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