voglio solo chiarire una cosa: tutto quello che ho detto è solo la mia opinione. tu fai della tua vita quello che vuoi, io non ho intenzione certo di metterti i bastoni tra le ruote, anzi se posso ti aiuto + che volentieri.
ho espresso la mia opinione personale, e cmq ci tengo a dire una cosa: tu prendi quello che ho detto e brucialo, o pensaci sopra, p facci quello che vuoi, ma sappi una cosa: per me i veri amici sono quelli che ti fanno questi discorsi, che rischiano di prendersi ogni tanto un pugno sul muso perchè espongono le loro idee sapendo che a te non piaciono.
un vero amico è una persona che ti apre nuovi orizzonti, che ti fa pensare. nico per me non è un buon amico perchè ormai è come un fratello. se ti ho fatto pensare, allora ho raggiunto il mio scopo. perchè il mio scopo non è convincerti della mia opinione, ma esportela per farti pensare. se farai orecchie da mercante, devo dire che lo troverò un poco bigotto, ma saranno solo fatti tuoi.
è vero che ho buttato merrda su 2 anni della tua vita, ma vedila da un'altro punto di vista: e se per 2 anni avessi fatto delle cazzate? non sarebbe giusto buttarci sopra merrda?
fai come vuoi.....sappi che comunque per quanto mi riguarda la tua è stata una reazione esagerata. in un modo o nell'altro non affronti mai il problema......e adesso che ti ho intasato messenger ti dico buonanotte anche io
ah per inciso....m dispiace farti incazzare, forse è vero che sono troppo duro e diretto, forse è colpa mia, ma la mia opinione su queste cose non la so dire in altro modo. quindi scusa
Bambom 04/01/2008 21.53
venerdì 4 gennaio 2008
Rieccolo
Rieccolo là davanti. E io sul limite. Dejavù. Pronto al salto?
Non avrai davvero pensato che te ne eri liberato, vero?
Per un istante, sì.
Non avrai davvero pensato che te ne eri liberato, vero?
Per un istante, sì.
mercoledì 2 gennaio 2008
Troppo per 3 amici
Non eravamo precisamente in 4, ma era come se lo fossimo stati. Sfottuto per la macchina, povera Panda, che ha avuto la sua gloriosa rivincita quella sera stessa, persi in un mondo che ci immobilizza, comunque in grado di sorridere fino al ridere, di ridere fino al dolore fisico.
Niente alcolici, troppo facile fare i matti con l'etanolo ad inibire le sinapsi: i veri folli sono quelli coscienti di quanto stanno facendo. Ed ecco che per essere davvero matti ci si deve sentire vivi e per farlo si deve cercare il dolore per guardarlo bene bene in faccia e scoppiare a ridere. Ed ecco per cercare il dolore si va a cercare quella persona che sarebbe mancata per far tornare un po' più di conti, per salutarla, per abbracciarla ed annusare un'ultima volta il profumo dei suoi capelli, prima di salutare il nuovo anno, giusto per ricordarsi quanto amara possa essere a volte la vita, e quanto a volte non si possa più essere sazi di quell'amaro che si assaggia nella speranza che un giorno possa diventare il sapore più dolce del mondo.
Osservare le stelle, rendendosi conto che le si osserva troppe poche volte; osservati e assolutamente non compresi nella semplicità del nostro gesto. Come disse uno dei più fighi del mondo: "disarmante nella sua semplicità e proprio per questo grandioso".
Troppo freddo per un organismo da affrontare, eppure assolutamente accettabile per un folle, seguito da 2 altri amici, imitato da un nuovo elemento che se anche non si conosce, si sa già che se per qualche motivo ci fosse bisogno, si andrebbe sulla luna per riportarlo laddove è desiderato; troppo freddi quei -4 gradi per un torso nudo, ma così dolci nel loro sfiorare la pelle suggerendo di coprirsi, ottenendo come unico risultato quello di incentivare a togliersi anche la maglietta.
Salutare tutti, dopo aver rinnovato un vecchio goliardico patto.
Troppo magico per essere descritto spegnere tutto in mezzo alle tenebre di un bosco montano, troppo splendido per essere capito affrontare una strada di montagna che con i Guns sembra una strada di campagna.
Bello poter salutare i vecchi compagni di liceo ed essere salutato da così tanti sorrisi e domande sulla vita da gente che non si vedeva da troppo tempo.
Troppo per una persona normale.
Troppo per 3 amici.
Ma noi non siamo solo 3 amici. Noi...
"siamo i più fighi del mondo"
Niente alcolici, troppo facile fare i matti con l'etanolo ad inibire le sinapsi: i veri folli sono quelli coscienti di quanto stanno facendo. Ed ecco che per essere davvero matti ci si deve sentire vivi e per farlo si deve cercare il dolore per guardarlo bene bene in faccia e scoppiare a ridere. Ed ecco per cercare il dolore si va a cercare quella persona che sarebbe mancata per far tornare un po' più di conti, per salutarla, per abbracciarla ed annusare un'ultima volta il profumo dei suoi capelli, prima di salutare il nuovo anno, giusto per ricordarsi quanto amara possa essere a volte la vita, e quanto a volte non si possa più essere sazi di quell'amaro che si assaggia nella speranza che un giorno possa diventare il sapore più dolce del mondo.
Osservare le stelle, rendendosi conto che le si osserva troppe poche volte; osservati e assolutamente non compresi nella semplicità del nostro gesto. Come disse uno dei più fighi del mondo: "disarmante nella sua semplicità e proprio per questo grandioso".
Troppo freddo per un organismo da affrontare, eppure assolutamente accettabile per un folle, seguito da 2 altri amici, imitato da un nuovo elemento che se anche non si conosce, si sa già che se per qualche motivo ci fosse bisogno, si andrebbe sulla luna per riportarlo laddove è desiderato; troppo freddi quei -4 gradi per un torso nudo, ma così dolci nel loro sfiorare la pelle suggerendo di coprirsi, ottenendo come unico risultato quello di incentivare a togliersi anche la maglietta.
Salutare tutti, dopo aver rinnovato un vecchio goliardico patto.
Troppo magico per essere descritto spegnere tutto in mezzo alle tenebre di un bosco montano, troppo splendido per essere capito affrontare una strada di montagna che con i Guns sembra una strada di campagna.
Bello poter salutare i vecchi compagni di liceo ed essere salutato da così tanti sorrisi e domande sulla vita da gente che non si vedeva da troppo tempo.
Troppo per una persona normale.
Troppo per 3 amici.
Ma noi non siamo solo 3 amici. Noi...
"siamo i più fighi del mondo"
venerdì 14 dicembre 2007
Decaduta
Viaggio in treno. Si ritorna cattivi, stufi delle cose belle che si ha imparato ad osservare da soli ma che ci si è resi conto non essere altro che polvere (di stelle, certo, ma pur sempre polvere) e si arriva in una buia stazione, troppo affollata pur essendo un venerdì di rientri, troppo poco gioiosa per essere quasi Natale.
E la si vede lì, con lo sguardo perso; o è arrivata o sta aspettando qualcuno. "Ciao".
Una risposta che tarda ad arrivare: come se un vecchio motorino stesse guidando una messa a fuoco che fa fatica a fare il proprio dovere. Poi, dopo aver mancato per due volte di fila la focale giusta, si riesce con il terzo tentativo: "Ah, Ciao". Ma è una voce tremendamente svampita, assente, quasi artificialmente rilassata da troppi eccessi.
E in quell'assente ciao, in quella fatica di ricordare quello che credeva essere un vecchio amico, uno di quei personaggi che tornano quando c'è proprio bisogno di loro... più nulla. Tutto scomparso.
Certe volte la magia deve essere uccisa dal mago. E' il compito più triste che debba compiere questo artista, poichè troppe volte sono le persone a volere uccidere la sua figlia prediletta.
E quando anche lui deve ricordarsi che sua figlia non può vederla nessun altro all'infuori di sè stesso, fa male, poichè è esattamente come colpirla a morte mentre dorme tranquilla.
Odio il mondo degli uomini, mentre sono innamorato di quello degli Uomini.
E la si vede lì, con lo sguardo perso; o è arrivata o sta aspettando qualcuno. "Ciao".
Una risposta che tarda ad arrivare: come se un vecchio motorino stesse guidando una messa a fuoco che fa fatica a fare il proprio dovere. Poi, dopo aver mancato per due volte di fila la focale giusta, si riesce con il terzo tentativo: "Ah, Ciao". Ma è una voce tremendamente svampita, assente, quasi artificialmente rilassata da troppi eccessi.
E in quell'assente ciao, in quella fatica di ricordare quello che credeva essere un vecchio amico, uno di quei personaggi che tornano quando c'è proprio bisogno di loro... più nulla. Tutto scomparso.
Certe volte la magia deve essere uccisa dal mago. E' il compito più triste che debba compiere questo artista, poichè troppe volte sono le persone a volere uccidere la sua figlia prediletta.
E quando anche lui deve ricordarsi che sua figlia non può vederla nessun altro all'infuori di sè stesso, fa male, poichè è esattamente come colpirla a morte mentre dorme tranquilla.
Odio il mondo degli uomini, mentre sono innamorato di quello degli Uomini.
domenica 28 ottobre 2007
Spiderman 3 (solo per chi ha già visto il film)
Eccoci alla nuova serie di post, riguardanti le recensioni di film che vengono visionati, con lieve ritardo, dopo un costosissimo affitto a Blockbuster.
Oggi si parli di Spiderman 3: sembrava essere un film eccezzionale, qualcosa di assolutamente imperdibile, a sentire dai convinti commenti di tanti amici.
Posso permettermi? Una gran boiata. Ecco come commenterei. Se qualcosa è stato realizzato veramente è l'obiettivo di realizzare una vera e propria americanata.
Parliamo un attimo delle questioni tecniche:
Computer Grafica
Ci sono tre scene che meritano attenzione.
La prima (nonchè veramente agghiacciante) è quella del primo scontro tra i due ex-amici Osborn Junior e Peter Parker, in mezzo a vicoli che farebbero accapponare la pelle ad un ispettore del catasto, visto lo spazio lasciato tra gli edifici. Giravolte, giri, esplosioni, cazzotti... tutto estremamente entusiasmante, addirittura avvincente, eppure qualcosa non torna... cosa? Il fatto che se si ha l'occhio ci si rende conto che i realizzatori hanno usato una buona serie di vecchi trucchi risparmia-fatica.
Le "telecamere" (se possiamo chiamare così anche quelle animate all'interno di chissà quale motore di rendering) continuano a muoversi e sembra che non ci sia mai un taglio in fase di montaggio, eppure non è esatto pensare che la sequenza sia veramente un unico continuo, in quanto i personaggi continuano ad entrare ed uscire di scena, o meglio, di campo. Ciò, in fase di compositing (quando si associano scene riprese dal vivo con sequenze digitali) corrisponde ad un taglio. Di conseguenza l'intera sequenza sembra arrangiata un po' così, come se a realizzarla fossero stati i pivelli di turno.
La seconda scena che veramente merita uno sputo è la sequenza nella quale spiderman imprigiona il parassita-simbionte in mezzo ad una gabbia sonora. Non si farà più che accennare al fatto che è impossibile, anche per un supereroe, piantare una sequenza di quasi 8 pali uno di seguito all'altro con una velocità di circa 3 pali al secondo (anche perchè nelle mani ce ne stanno uno alla volta).
L'unica scena di computer grafica che veramente merita è la nascita dell'uomo di sabbia (non la trasformazione nel silo, bensì la sua effettivamente ricomposizione su terra in seguita alla metamorfosi).
Inizio complimentandomi con lo studio realizzatore per l'uso, assolutamente invidiabile, che hanno fatto di Real Flow (molto probabilmente). Non la definirei che commovente. Toccante come il delinquente cerchi, con numerosi tentativi, a ripristinare quella che era la sua forma originaria, fallendo ripetutamente. Senza arrendersi, trova ciò che ancora lo tiene legato alla vita nel ciondolo regalatogli dalla figlia, che con un enorme sforzo riesce ad afferrare.
Temi trattati
Assolutamente inadeguato il modo in cui i vari temi che la trama poteva suggerire sono stati affrontati.
La storia di Venom (il simbiote) andava affrontata con la massima attenzione, in quanto tale personaggio rappresentava il Nemico numero uno di Spiderman. Mi spiego:
se tutti i personaggi sono finiti con l'odiare Spiderman poichè si intrometteva nei loro piani, Venom fu il primo ad avere come obiettivo la morte del supereroe non per poter portare a termine i propri piani; la morte di Peter Parker rappresentava il suo unico fine vitale.
La storia procede in maniera canonica (a canone): Peter Parker ed Eddy Broke conoscono le medesime fasi, il secondo in ritardo rispetto il primo. Tali fasi sono il successo, l'umiliazione, il potere, la vendetta/perdono.
Venom rappresentava per Parker un nemico pericolossimo, in quanto era la sua stessa cattiveria ad affrontarlo, con poteri del tutto simili ai suoi e nettamente superiori.
Il fatto che sia stato liquidato con un totale di 3 sequenze dove viene indossato il Black Suite e nemmeno 20 minuti di Venom (troppo piccolo, magro, debole, troppo poco sadico e con una voce assolutamente inadeguata) è semplicemente sprecare quella che poteva essere la più bella puntata di tutta la serie.
Oggi si parli di Spiderman 3: sembrava essere un film eccezzionale, qualcosa di assolutamente imperdibile, a sentire dai convinti commenti di tanti amici.
Posso permettermi? Una gran boiata. Ecco come commenterei. Se qualcosa è stato realizzato veramente è l'obiettivo di realizzare una vera e propria americanata.
Parliamo un attimo delle questioni tecniche:
Computer Grafica
Ci sono tre scene che meritano attenzione.
La prima (nonchè veramente agghiacciante) è quella del primo scontro tra i due ex-amici Osborn Junior e Peter Parker, in mezzo a vicoli che farebbero accapponare la pelle ad un ispettore del catasto, visto lo spazio lasciato tra gli edifici. Giravolte, giri, esplosioni, cazzotti... tutto estremamente entusiasmante, addirittura avvincente, eppure qualcosa non torna... cosa? Il fatto che se si ha l'occhio ci si rende conto che i realizzatori hanno usato una buona serie di vecchi trucchi risparmia-fatica.
Le "telecamere" (se possiamo chiamare così anche quelle animate all'interno di chissà quale motore di rendering) continuano a muoversi e sembra che non ci sia mai un taglio in fase di montaggio, eppure non è esatto pensare che la sequenza sia veramente un unico continuo, in quanto i personaggi continuano ad entrare ed uscire di scena, o meglio, di campo. Ciò, in fase di compositing (quando si associano scene riprese dal vivo con sequenze digitali) corrisponde ad un taglio. Di conseguenza l'intera sequenza sembra arrangiata un po' così, come se a realizzarla fossero stati i pivelli di turno.
La seconda scena che veramente merita uno sputo è la sequenza nella quale spiderman imprigiona il parassita-simbionte in mezzo ad una gabbia sonora. Non si farà più che accennare al fatto che è impossibile, anche per un supereroe, piantare una sequenza di quasi 8 pali uno di seguito all'altro con una velocità di circa 3 pali al secondo (anche perchè nelle mani ce ne stanno uno alla volta).
L'unica scena di computer grafica che veramente merita è la nascita dell'uomo di sabbia (non la trasformazione nel silo, bensì la sua effettivamente ricomposizione su terra in seguita alla metamorfosi).
Inizio complimentandomi con lo studio realizzatore per l'uso, assolutamente invidiabile, che hanno fatto di Real Flow (molto probabilmente). Non la definirei che commovente. Toccante come il delinquente cerchi, con numerosi tentativi, a ripristinare quella che era la sua forma originaria, fallendo ripetutamente. Senza arrendersi, trova ciò che ancora lo tiene legato alla vita nel ciondolo regalatogli dalla figlia, che con un enorme sforzo riesce ad afferrare.
Temi trattati
Assolutamente inadeguato il modo in cui i vari temi che la trama poteva suggerire sono stati affrontati.
La storia di Venom (il simbiote) andava affrontata con la massima attenzione, in quanto tale personaggio rappresentava il Nemico numero uno di Spiderman. Mi spiego:
se tutti i personaggi sono finiti con l'odiare Spiderman poichè si intrometteva nei loro piani, Venom fu il primo ad avere come obiettivo la morte del supereroe non per poter portare a termine i propri piani; la morte di Peter Parker rappresentava il suo unico fine vitale.
La storia procede in maniera canonica (a canone): Peter Parker ed Eddy Broke conoscono le medesime fasi, il secondo in ritardo rispetto il primo. Tali fasi sono il successo, l'umiliazione, il potere, la vendetta/perdono.
Venom rappresentava per Parker un nemico pericolossimo, in quanto era la sua stessa cattiveria ad affrontarlo, con poteri del tutto simili ai suoi e nettamente superiori.
Il fatto che sia stato liquidato con un totale di 3 sequenze dove viene indossato il Black Suite e nemmeno 20 minuti di Venom (troppo piccolo, magro, debole, troppo poco sadico e con una voce assolutamente inadeguata) è semplicemente sprecare quella che poteva essere la più bella puntata di tutta la serie.
venerdì 26 ottobre 2007
Tutti sanno tutto, meno che uno...
Comincia una nuova vita a Brescia, in quello che ormai si potrebbe tranquillamente considerare il mondo vero, quello dove le persone vivono la vita come questa è e come solo loro l'hanno capita. Si vive di frenesia, di corsa, già studiando quando possibile Istologia e disegnando l'impossibile a Fisica, ma questa è un'altra cosa.
La cosa più curiosa del mondo reale, perchè è questo che è, è il mondo reale quello là fuori, è che ci si confronta con persone che hanno la Verità nelle loro manine. Già, perchè la Verità è fatta per le manine, quelle piccole piccole che tutti hanno e nelle quali la Veirtà sta comoda, larga, tutta ben distesa e dispiegata. Perchè è questo che deve essere la Verità, no? Se non fosse chiara, a che cazzo servirebbe? Non sarebbe più Verità essa stessa, sarebbe insicurezza, inesattezza, impossibilità conoscitiva... qualcuno saprebbe dirmi a cosa cazzo potrebbe servire una cosa del genere? Ve lo dicono loro, quelli del mondo reale: a nulla. Assolutamente a nulla, poichè se non conosci, come puoi vivere? Come puoi essere così stupido da voler vivere, se prima non conosci già tutto?
Non avete veramente mai pensato di vivere per conoscere? L'ordine consequenziale dei processi è fondamentale, ma voi che siete così convinti di quello che sapete, non avete dubbi di alcun tipo, non potete essere insicuri se è A - B, piuttosto che b - a (e lo scrivo minuscolo proprio perchè è un errore che solo una persona che ha vissuto nelle sue fortezze di solitudine può commettere).
La Verità è quella che ci viene data, in confezioni gratuitamente distribuite con un piccolo prezzo da pagare, qualcosa che tutti possono tranquillamente cedere senza riflettere troppo, poichè oramai è una moneta che non compra più nulla: tale soldo è la propria mente, comprendente la personalità, l'originalità, la capacità di emergere o sparire, la forza di non dover vivere secondo le regole dettate, ma comprendere che se sono per tanti forse non tengono conto dei singoli.
Il mondo reale ha le SUE regole: chi le rispetta, SA.
Questa non è una Verità. Ve lo dico io. Questa è un menzogna. Nient'altro.
La cosa più curiosa del mondo reale, perchè è questo che è, è il mondo reale quello là fuori, è che ci si confronta con persone che hanno la Verità nelle loro manine. Già, perchè la Verità è fatta per le manine, quelle piccole piccole che tutti hanno e nelle quali la Veirtà sta comoda, larga, tutta ben distesa e dispiegata. Perchè è questo che deve essere la Verità, no? Se non fosse chiara, a che cazzo servirebbe? Non sarebbe più Verità essa stessa, sarebbe insicurezza, inesattezza, impossibilità conoscitiva... qualcuno saprebbe dirmi a cosa cazzo potrebbe servire una cosa del genere? Ve lo dicono loro, quelli del mondo reale: a nulla. Assolutamente a nulla, poichè se non conosci, come puoi vivere? Come puoi essere così stupido da voler vivere, se prima non conosci già tutto?
Non avete veramente mai pensato di vivere per conoscere? L'ordine consequenziale dei processi è fondamentale, ma voi che siete così convinti di quello che sapete, non avete dubbi di alcun tipo, non potete essere insicuri se è A - B, piuttosto che b - a (e lo scrivo minuscolo proprio perchè è un errore che solo una persona che ha vissuto nelle sue fortezze di solitudine può commettere).
La Verità è quella che ci viene data, in confezioni gratuitamente distribuite con un piccolo prezzo da pagare, qualcosa che tutti possono tranquillamente cedere senza riflettere troppo, poichè oramai è una moneta che non compra più nulla: tale soldo è la propria mente, comprendente la personalità, l'originalità, la capacità di emergere o sparire, la forza di non dover vivere secondo le regole dettate, ma comprendere che se sono per tanti forse non tengono conto dei singoli.
Il mondo reale ha le SUE regole: chi le rispetta, SA.
Questa non è una Verità. Ve lo dico io. Questa è un menzogna. Nient'altro.
sabato 29 settembre 2007
Prima di una battaglia
Cosa ha fatto Alessandro Magno la notte prima di Cheronea?
E Winters prima del 6 giugno?
Cosa hanno fatto esattamente la notte prima? Sono andati a dormire per mettere insieme le forze per il grande giorno che li aspettava?
Come potevano pensare di uscirne vivi? Il trucco, potrebbero aver risposto, era non pensare a questo argomento.
Già. Non pensarci. Ma loro ci hanno sicuramente pensato, e alla fine si sono sicuramente convinti che non ne sarebbero usciti vivi. E come hanno fatto la mattina dopo?
Come ha fatto il macedone a salire in groppa a Bucefalo?
Come ha fatto l'americano a salire la scaletta dell'aviotrasporto?
Eppure lo hanno fatto.
Viene da pensare a Patton: "un uomo coraggioso non è poi così diverso da un uomo normale. E' solo più coraggioso per qualche minuto in più".
Ci riuscirò a essere più coraggioso? Attualmente è mia convinzione credere di sì. Soprattutto perchè un uomo normale non farebbe quello che sto per fare. No. Ma qui, la normalità fa paura.
Non perchè è scomoda. Solo perchè, in fondo, è noiosa. Eh, che brutta cosa che sarebbe imparare ad annoiarsi.
E Winters prima del 6 giugno?
Cosa hanno fatto esattamente la notte prima? Sono andati a dormire per mettere insieme le forze per il grande giorno che li aspettava?
Come potevano pensare di uscirne vivi? Il trucco, potrebbero aver risposto, era non pensare a questo argomento.
Già. Non pensarci. Ma loro ci hanno sicuramente pensato, e alla fine si sono sicuramente convinti che non ne sarebbero usciti vivi. E come hanno fatto la mattina dopo?
Come ha fatto il macedone a salire in groppa a Bucefalo?
Come ha fatto l'americano a salire la scaletta dell'aviotrasporto?
Eppure lo hanno fatto.
Viene da pensare a Patton: "un uomo coraggioso non è poi così diverso da un uomo normale. E' solo più coraggioso per qualche minuto in più".
Ci riuscirò a essere più coraggioso? Attualmente è mia convinzione credere di sì. Soprattutto perchè un uomo normale non farebbe quello che sto per fare. No. Ma qui, la normalità fa paura.
Non perchè è scomoda. Solo perchè, in fondo, è noiosa. Eh, che brutta cosa che sarebbe imparare ad annoiarsi.
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