Ci rialzeremo.
Non medicheremo la nostra ferita e la lasceremo sgorgare tutto il sangue che abbiamo, lasciando che macchi copiosa i nostri abiti.
Torneremo allora in mezzo a quei bastardi, ai nostri aguzzini.
In mezzo a loro ci esibiremo, dall'alto della consapevolezza di chi ha visto troppe cose per non aver affrontato anche la paura, e scruteremo le loro città.
Le troveremo abbandonate, distrutte, invase dalla polvere. In mezzo all'erba bruciata dalla calura scorgeremo i loro cadaveri, custoditi da silenziosi demoni che chiedono perdono e invocano una secondo possibilità, squarciando il cielo con strazianti urla che supplicano una redenzione, un perdono.
(I caduti ...)
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