Questo post va considerato in relazione al suo precedente, ma viene redatto separatamente in quanto tratta di argomenti abbastanza differenti, pur nascendo dalla stessa base.
Qui parlo dei "personaggi".
Chi può essere definito come tale? Una descrizione fisica, in linea di massima, deve rispettare le seguenti caratteristiche:
- occhiali da soli (generalmente firmati) sempre agli occhi
- cuffie Apple che SEMPRE spuntano dalla tasca
- borsa a tracolla
- sigaretta alla bocca
- (non indispensabile, ma frequente) sciarpa o felpa usata in sostituzione
- faccia particolarmente svolgiata
- grande chiaccherone e allegrone.
Tutto ciò ha un preciso scopo: quello di definire un elemento in grado di distinguersi, facilmente riconoscibile anche da lontano, qualcuno che una volta visto, anche in mezzo alla folla, è riconoscibile. Per chi conoscesse la definizione, un dandy dei nostri tempi.
Qualcuno che è assolutamente inquadrato in quell'enorme fagocitatore che è la società e in qualche modo, avendone compreso, anche se solo superficialmente, il funzionamento è in grado di sfruttare le regole nate per omologare al fine di distinguersi.
E' ovviamente una distinzione debole, in quanto è il distinto di un gruppo di omologati.
Ma provando a conoscere un po' meglio individui del genere (che non sono così rari, ve lo posso assicurare), si scoprono cose estremamente interessanti. Quella che più mi colpisce tutte le volte è il fondo di inadeguatezza che queste persone, nell'intimo, provano.
Se presi lontani dai loro gruppi, questi personaggi non sono generalmente stupidi, anzi, dimostrano di essersi, in qualche modo, interrogati sulla propria esistenza, sul proprio mondo ed aver provato in qualche modo a rispondersi.
Si sono molto avvicinati alla definizione di società che io stesso ho dato, ma non hanno compiuto ancora tutte le loro analisi. Percepiscono l'ipocrisia della società e le ristrettezze che questa impone, ma non sono ancora in grado di rifiutarle, in quanto ancora non le percepiscono come qualcosa di scomodo: semplicemente non le percepiscono.
Da che cosa si nota che sono ancora attaccati alla loro società? Dal fatto che non riescono a staccarsi dalle loro abitudini (compagnie, bevute, "frivolezze [?]"). Ciò nonostante, in momenti che potremmo definire epifanici, si rendono conto che sono abitudini sterili, inutili e che non portano assolutamente a nulla, se non ad un divertimento che non sentono propriamente come loro, ma del quale si convincono di non poter fare a meno.
Quella del personaggio è quindi una maschera alterante, ovvero costringe il suo possessore ad accettare e compiere azioni che non sempre sarebbe disposto a sopportare o compiere egli stesso. Ma essendo una maschera costringente, qualcosa che forza la natura intima, non sta molto comoda sul volto. Del reste, dal primo momento in cui questa ha cominciato a staccarsi, per quanto nastro adesivo e colla si arriverà ad usare, prima o poi ritornerà a staccarsi.
Riprendendo la filosofia pirandelliana, una volta che si vede il flusso vitale non è più possibile tornare indietro.
Quando ci si rende conto che qualcosa ha una mancanza, una pecca, si possono fare tutti gli sforzi immaginabili per provare ad accettarla, ma ci si ricoderà sempre che una pecca esiste.
A quanto ho visto io questi personaggi non evolvono troppo dal loro stato: conviveranno sempre con i loro momenti di inadeguatezza, senza mai arrivare a proporsi di risolverli.
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