Nessuna vittoria ha mai contribuito alla crescita

"Il calabrone, secondo tutti i più importanti testi sul volo, ha un'apertura alare troppo piccola per permettergli di volare. Ma lui non lo sa, e continua a volare"
Sikorsky

martedì 12 giugno 2007

E anche la quinta se ne va...

Eh già, anche io non riesco a sottrarmi alla necessità di scrivere qualcosa sulla fine della quinta. Direi che è assolutamente normale, in fondo: cinque anni di vita non possono passare così, sottovoce, in punta di piedi. Non possono essere relegati in un buio sgabuzzino, e meritano quindi anche loro una qualche considerazione, che non necessariamente deve essere positiva o negativa a priori, anche se la migliore considerazione credo di averla espressa con i gavettoni e le taniche di acqua rovesciate sulla schiena di Sid e in faccia a Bambom. Già. Quei momenti li ho in testa come i titoli di coda di Band of Brithers. Vari spezzoni a rallentatore, gente felice, ragazzi e ragazze che urlano congelati dall'acqua che entra sotto i vestiti, ma in fondo contenti. Contenti di sapere che si può scherzare con i propri amici, così come si viene bagnati sapere di poter bagnare senza dover temere un conflitto diplomatico.
Contenti, insomma.
Contenti come lo si era alla cena di lunedì. Che bello chiudere così. Cenare, alzarsi da tavola con la pancia piena, la cintura che un po' stringe, giorni di preparazione e ore di fatica ricompensate dai sorrisi e dalle risate della bella compagnia a tavola e dai sorrisi tra commensali.
Chiudere cinque anni così. Alzandosi per andare alle macchine con la paura che gli altri si accorgano che l'occhio destro si sta leggermente arrossando e quello sinistro sta già luccicando un po' troppo. Con la paura che qualcuno chieda se tutto è a posto.
Tutto bene. E' solo la vita. Arrivare a rendersi conto che la vita è meravigliosa per le sue contraddizioni. Arrivare in quarta che si odiava quell'ammasso di persone, che le si disprezzava. Arrivare in quinta che tutti erano cambiati, qualcuno lo si aveva ritrovato, qualcun altro era andato perduto. Quel gruppo. Ebbene, è stato con questo in mente che ho bevuto anche io il brindisi. Già, l'ombra del fondo di un bicchiere, ma ho bevuto il brindisi.
"Ipocrita, falso: dici una cosa e ne fai un'altra"
"Bere ti fa entrare in gruppo"
"Rinunci a te stesso, bravo!!"
Sì. L'ho fatto. Io ho scelto di bere, e questo non denigra la mia scelta, ma la deve salvare.
Io ho scelto di fare parte di quel gruppo. Solo alla fine, provare a farne parte.
Provarlo a tutti, a costo di scendere a patti con le mie morali.
E sapete che c'è? Poichè il banco di prova delle nostre scelte è il rifare le stesse scelte, vi giuro che berrei ancora, ancora e ancora, perchè sebbene in cinque anni abbia sentito troppe volte "potresti sorridere più spesso, giusto per farci capire di che umore sei", sappiate che ho sorriso per davvero, solo perchè ero felice, solo perchè erava voi a farmi sorridere.
Non posso prevedere quanto resterà di questo gruppo che era la mia classe o le mie amicizie, ma ciò che so è che questo liceo è stato per fondamentale.
E per questo, a chi più a chi meno, dico grazie.

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