Domanda che in generale nessuno si pone, per un semplice motivo: l'abbiamo sempre fatto, e non solo ragazzi della nostra età, ma noi inteso più generalmente, come Noi Uomini, essere umani. Resta comunque il fatto che alcuni di noi non reggono l'alcol (come diamine lo si debba scrivere), chi per motivi biofisici, chi per altri.
Io appartengo ad entrambe le categorie: non lo regge il mio fegato e non reggo l'idea di bere.
Per quale motivo questa scelta, oltre all'evidente motivazione riguardante le cause biologiche (che forse hanno anche una base volontaristica...)? La risposta ha subito una piccola evoluzione nel tempo. In effetti, originariamente, consideravo il bere semplicemente come una debolezza, un'incapacità delle persone di riuscire a partecipare ad una riunione con fini festosi come essi stessi sono e mascheravano questa loro debolezza ubriacandosi, per fare in modo che l'alcol potesse mostrare al mondo i loro caratteri più intimi, più divertenti, riducendo il potere frenante dei filtri che ogni giorno la società impone per garantire una civile convivenza. Tale visione portava con sé, sotto certi aspetti, una specie di giustificazione, un po' come dire "non lo faccio perché non mi va, ma non per questo non potete farlo voi".
Ormai l'idea di fondo ha subito una chiara modifica: non si tratta più di mascherare un'incapacità, di ridurre i freni dei filtri, no. Si tratta di alterare volontariamente la propria personalità trasformandola ancora una volta in qualcosa di "standard", qualcosa di assolutamente prevedibile, qualcosa di assolutamente indistinguibile dalla massa, in modo da poter partecipare alla festa sapendo che non si dovrà avere paura di essere considerati differenti (e di nuovo ritorna l'argomento delle maschere, per i miei più appassionati lettori). Bevendo ci si limiti all'interno di una serie di comportamenti idioti, ma proprio per questo assolutamente prevedibili, noti e che non intimoriscono gli altri partecipanti, consci anche loro che potrebbero essi stessi darsi a comportamenti del genere.
E' per questo che quando si vedono ubriachi o fumati, alle feste, non ci si insospettisce troppo e si accetta la situazione con la forza della rassegnazione. "Si sapeva che sarebbe finita così", la più classica delle frasi che ho sentito alle feste.
Bene. Qui, come al solito, io dovevo fare qualcosa di diverso, altrimenti non ero più io, no?
Dall'alto delle mie tre maschere, indosso la più adeguata ad affrontare queste situazioni e partecipo alle feste in modo vario, mai uguale. Talvolta mi ritiro in solitudine a elucubrare macchinazioni psicologiche pazzesche, altre volte mi dò al divertimento senza curarmi della possibilità di essere giudicato, ma il tutto rigorosamente da sobrio. Ed ogni volta che mi guardano e commentano ad alta voce dicendo: "E' sicuramente ubriaco", sorrido pensando al fatto che coloro che stanno commentando sono invidiosi.
Invidiosi del fatto che sanno perfettamente che io non bevo e in quell'esatto momento non ho nemmeno una goccia di alcol nelle vene, eppure mi vedono fare cose che loro non avrebbero mai e poi mai il coraggio di compiere in condizioni biologiche normali.
E da qui costruisco il mio piccolo piedistallo, di colui che non vuole rinunciare alla possibilità di scegliere che fare, che accetta di dedicarsi all'eccesso, ricordandosi di averlo fatto, o che accetta l'idea che in quell'esatto momento non ha intenzione di condividere la "gioia" del momento, e si ritira.
A ciò si aggiunga che da quando mi sono dato alla fotografia, ho scoperto un ottimo sistema per osservare queste realtà e tenermene a distanze infinite. Basta osservare le feste dal mirino delle fotocamere: nessuno noterà il tuo volto malinconico.
Eh già, ragazzi miei. Io alle feste non mi diverto, perché sono solamente uno spreco di tempo, in quanto si passano ore a non fare assolutamente nulla. Fotografare è uno dei modi che io ho trovato per salvarmi, ma ne esistono molti altri, come ad esempio organizzare l'evento stesso o, più semplicemente, dedicarsi alla gestione della musica come a qualsiasi altra cosa che eviti il nullafare.
Mi direte: "Ma alle feste è bello perché si incontrano tante persone e perché si balla!", e io vi risponderò: "Belli come incontri! Generalmente la musica è così forte che non solo faccio fatica a sentire la voce di chi mi sta parlando, ma a stento sento la mia, quindi, che grandi conversazioni. Se poi a ciò aggiungiamo l'alcol, beh...
Infine, il discorso del "si balla": quello che fate alle feste NON E' BALLARE! E' muovere il corpo illudendosi di seguire un ritmo, agitando il bacino a facendo ondeggiare a caso le braccia. Il ballo è un'arte e come tale va trattato. Il ballo consiste in una preparazione e in un'esecuzione ed è proprio in questi due momenti che si ritrova tutto il fascino che lo caratterizza e tutta la soddisfazione che da questo può derivare.
Vi preoccupa il mio atteggiamento? Vi sono sembrato vecchio anni-luce, quel classico nonno che inizia tutte le sue frasi con "Ai miei tempi..."?
Ho un'importante cosa da ricordarvi! Questa è un'analisi oggettiva (nel senso che non dovete fidarvi del mio parare - altrimenti avrei scritto obiettiva - ma che potete constatare voi stessi) di ciò che è la festa generalmente intesa. Quindi, quello che deve preoccuparvi non è il mio atteggiamento, ma la vostra concezione di divertimento.
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3 commenti:
Parlando di feste. Talvolta un problema, se uno è ubriaco. Molto peggio se non lo è. Peggio all'ennesima potenza se si è lavorato giorni per organizzarla, trovandosi poi davanti a una manica di imbecilli che non sanno neppure da dove vengono. Peggio di tutto quando questi imbecilli sono persone che conosci, che scopri fregarsene di te quando chiedi loro perché bevono, quando ricordi loro che bere fa male.
Questa è una tematica ormai molto affrontata, ma che vede coinvolte -purtroppo- sempre le stesse persone, che magari si conoscono, che condividono quasi le stesse idee.
Quindi ci si trova soli in mezzo a tante persone: non è mai bello. Ci si sente invisibili.
Il ballo è un'arte? Anche disegnare lo è, ma questo non vieta alla gente che non lo sa fare tanto bene di farlo, pur senza risultati particolarmente eccelsi. E conoscere una persona ad una festa è un'amicizia necessariamente di poco conto? Beh, a quanto pare allora esistono ben pochi modi di fare amicizia... che vita triste... sigh...
Uhm...so che Leon e f:siddi sono assolutamente astemi, mi conoscete e sapete che astemio non lo sono, ma mi pare che alle feste sia sempre di compagnia...nonostante mi faccia solo una birrozza. Cmq è una cosa dettata dalla società, andate in Germania e vedrete come festeggiano: litri di birra, ma nessun ubriaco.
Per quanto riguarda il ballo: è indubbiamente un'arte, ma ci sono svariati tipi di ballo, questo non va dimenticato. Il ballo da discoteca è una cosa a sè stante, ma non per questo da sminuire. Certo non regge il confronto con un walzer o un tango, ma in disco non si potrebbe ballare altro che il "discoballo". E certi suoi aspetti non sono male, come la fantasia e l'inventiva....
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