"Perché Signor Anderson? Perché? Perché? Perché lo fa? Perché si rialza? Perché continua a battersi? Pensa veramente di lottare per qualcosa a parte la sua sopravvivenza? Sa dirmi di che si tratta, ammesso che ne abbia conoscienza? E' la libertà? E' la verità? O magari la pace... non mi dica che è l'amore! Illusioni, Signor Anderson, capricci della percezione, temporanei costrutti del debole intelletto umano che cerca disperatamente di giustificare un'esistenza priva del minimo significato e scopo! Ogni costrutto è artificiale quanto Matrix stessa! Anche se devo dire che solo la mente umana poteva inventare una scialba illusione come l'amore! Ormai dovrebbe aver capito Signor Anderson, a quest'ora le sarà chiaro, lei non vincerà, combattere è inutile. Perché Signor Anderson? Perché? Perché persiste?"
Eccezionale estratto di Matrix Revolutions, la parte finale. Lo scontro tra Neo e Smith. Due visioni del mondo che si scontrano, tra mosse spettacolari ed effetti di dinamiche e di fluidosimulazioni che mi producono un'invidia oltre l'immaginario umano.
Ma oltre a questo, rappresentano l'eterno scontro dei deboli che vincono sui forti. Già, non viceversa, ho proprio scritto giusto. Come diceva Nietzsche "sono i forti che devono difendersi dai deboli".
I deboli sono rappresentati da Smith. Coloro che si arrendono all'evidenza della vita. Hanno perfettamente compreso la lezione di Schopenhauer, ma a questa si sono limitati. Hanno capito che l'unico scopo nella vita è la fine. Sanno che l'uomo non viene creato, il che gli garantirebbe una fine connessa ad un'eventuale distruzione (che potrebbe verificarsi come no, garantendo quindi l'eterna esistenza), ma nasce, il che gli regala un biglietto di sola andata.
Cosa resta a costoro. Null'altro che godere, all'interno di quell'insieme di necessità alle quali la Natura li costringe.
Se un uomo vede una donna con un bel fisico ne risulta attratto ed invogliato ad accoppiarvisi per una istintiva pulsione. Se qualcuno trova del cibo nel momento della fame è istintivamente spinto a sfamarsi. Se qualcuno trova una via di fuga nel momento del pericolo è istintivamente spinto a seguirla, anche costasse il patteggiamento con la propria morale. E' tutto inquadrato all'interno di una sconsolante visione deterministica. Causa ed effetto. L'uomo non è altro che un fenomeno, perfettamente prevedibile e misurabile, assolutamente incapace di generare un imprevisto.
E poi c'è Neo. Solo contro l'intero universo. Solo a difendersi contro il mondo. Solo. Si difende fino alla fine, e muore ne tentativo di difendersi e annullare il proprio nemico. Nemico. Come se effettivamente nella realtà fosse così facile trovarne uno. Già! Chi ha detto che esistono i nemici, chi dice che noi siamo i Buoni e Loro i Cattivi? Chi dice che Dio è dalla nostra parte? Ma non è questo il post per parlare di questo.
Neo è solo perchè ha scelto. Lui ha ucciso il proprio Dio. Ha distrutto quel codice di valori che gli era stato detto suo e se ne è creato uno nuovo. Da solo.
Non è da pensare che non abbia imparato anche lui la lezione di Schopenhauer (come quella di Leopardi, ad esempio), anzi, l'ha compresa estrememante bene. Ed ha anche compreso un'altra cosa. Ha capito che imparata da sola non fa altro che rendere l'uomo schiavo. L'unica vera ribellione alla natura è il comportarsi in modo stupido.
Stupido è l'eroe. Colui che, pur sapendo di agire contro il proprio interesse, scegli di agire comunque. Neo sa che sarebbe molto più facile cedere a Smith e non ribellarsi ad esso. Perfettamente uguale a tutti, con i propri occhiali scuri agli occhi, a coprire anche quell'ultimo barlume di singolarità che viene dal colore dell'iride.
Eppure continua a prendere i suoi cazzotti, a provare dolore, a rialzarsi pur avendo gli abiti ormai completamente sporchi di fango.
Perchè, perchè persiste?
Persiste perchè è l'unico modo che possiede per potersi sentire libero. Per poter sperare che la propria vita non sia una semplice equazione, quanto mai un frattale, lo splendido disegno di un sistema dominato dal caos, dall'imprevedibilità.
Ma cosa viene da tale caratteristica? Quali sono i vantaggi, ammesso che ve ne siano, certo.
Non sono io a dovervelo dire, per due motivi.
Uno. Non mi è dato sapere questi motivi e tuttora sono in cerca di una vera risposta.
Due. Non è un valore universale. Ma, al pari di Neo, ognuno deve ritrovare il motivo per togliere i propri occhiali da sole. Ed ognuno avrà il suo. Perchè se tutti li togliessimo per lo stesso motivo, sarebbe stato lo stesso non toglierli affatto.
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