Ma il popolo di quelle genti fu sconvolto da una terribile guerra, che portava tenebre e ignoranzia, disperazione e delinquenza. Tutti i nobili valori che avevano difeso cadevano assieme ai cavalieri che combattevano in guerra.
Uno degli ultimi cavalieri, osservando Clizia ridere serena con i suoi amici, decise di chiedere al Gran Consiglio di poter fuggire e portare con sè la ragazza al fine di proteggere lei e quanto di bello ed innocente ancora esistesse nel loro minacciato mondo.
Il Consiglio si riunì, passò interi giorni a discutere sulla possibilità di salvare Clizia e alla fine decise: il cavaliere avrebbe dovuto preoccuparsi di difendere il suo mondo piuttosto che provare a salvarlo: fu quindi accusato di tradimento e cacciato al pari di un vigliacco da quel mondo felice.
Il cavaliere si ritirà tra i monti, fuggendo a quella terra che l'aveva ripudiato.
La guerra distrusse quanto di bello e felice era rimasto nella terra di Clizia. Quando tale voce raggiunse anche lo sperduto giaciglio del cavaliere, questo decise di tornare tra gli uomini e cercare la ragazza che aveva suggerito di difendere.
Camminando tra gli uomini non venne riconosciuto; veniva anzi scambiato per un personaggio sospetto e pericoloso, un oscuro signore venuto da chissà quale terra barbara per chissà quale losco motivo.
Trovò, dopo lungo errare, la ragazza ormai donna che andava cercando: la trovò adulta, segntat dal tempo, dalla violenza e dal dolore. La fermò e le chiese se lei era proprio Clizia. Lei annuì.
"E dimmi Clizia, in tutto questo tempo cosa è successo?"
"La guerra ha distrutto il mio mondo. Mi ha strappato i miei affetti, i miei cari"
"Hai pianto?"
"Non ho ormai più lacrime tante ne ho versate al suolo"
Udita tale frase, l'oscuro signore cadde in ginocchio e là rimase, ai suoi piedi. Il volto tra le mani. Lanciò un lungo urlo. Si rialzò e scappò.
Tornato sulla sua montagna, nella solitudine, raggiunse la vetta più alta.
"Perchè? Perchè è dovuto succedere? Perchè non ho potuto evitarlo?
Ma come è possibile che il Gran Consiglio non avesse previsto un'eventualità così probabile".
Contemplò la notte che bussava alle porte dell'orizzonte mentre il crepuscolo accompagnava il giorno verso altre genti... e capì.
Tornò quella notte stessa dalla donna. La trovò a contemplare le stelle.
"Hai più riso?" le chiese
"Solo dopo la guerra ho davvero potuto ridere".
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Avete mai scritto una bella storia solo perchè è tale?
3 commenti:
Solo dopo aver sofferto si può essere davvero felici? Vero solo in parte secondo me...
Spesso dopo avere sofferto si soffre di nuovo. Purtroppo.
Mi sembra solo un modo per giustificare le proprie sofferenze..Basterebbe evitarle, visto che è in gran parte possibile
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